Lìberos
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Sabato 10 dicembre 2022
Ore 17:30 Fondazione di Sardegna, via Carlo Alberto 7

Éntula a Sassari: Carlo Piano

Lìberos presenta
ATLANTIDE e IL CANTIERE DI BERTO
di e con Carlo Piano
in dialogo con Francesco Spanedda

Durante la presentazione è previsto un contributo video di Renzo Piano.

ATLANTIDE

Da Genova a Itaca, un viaggio intimo alla ricerca della città perfetta e una riflessione sul senso del costruire. “Ci vuole un’intera vita, anche lunga se ti riesce, per imparare, capire, raccogliere tutto assieme. Magari per fare un edificio in cui mettere i desideri della gente, l’invenzione del costruttore e la poesia degli spazi. E, per poterlo fare, bisogna aver conosciuto tanta gente, aver camminato per molti luoghi in silenzio. Bisogna aver viaggiato, sofferto, letto tante pagine, aver avuto molti amici e forse aver rubato loro qualche idea.” Comincia un giorno di fine estate al porto di Genova (latitudine 44°25’35” Nord, longitudine 8°54’54” Est), a pochi passi dallo studio di Punta Nave, il lungo viaggio per mare di Renzo Piano e suo figlio Carlo. A guidarli è un desiderio ancestrale, come molti esploratori prima di loro: salpare e prendere il largo alla ricerca di Atlantide. Atlantide è la città perfetta, perché ospita una società perfetta. Questa è la sua bellezza, preziosa e inafferrabile. Renzo Piano, con gli occhi di chi sa misurare la terra ma anche le infinite geometrie del mare, ritorna nei luoghi in cui ha costruito le sue opere, tasselli nella ricerca infinita e necessaria della perfezione. Naviga con suo figlio nel mezzo del Pacifico, sulle rive del Tamigi e della Senna, raggiunge Atene, il Golden Gate Park di San Francisco e la Baia di Osaka. Cercando la bellezza, trova l’imperfezione che ogni progetto porta con sé. Allora non resta che continuare il viaggio.

IL CANTIERE DI BERTO

Una corsa contro il tempo per ricostruire il ponte crollato a Genova, un amore che si affaccia quando i capelli stingono nel bianco. E un cane che non ha nome. Ci vuole coraggio per decidere il nome di un cane. Ci vuole tanto coraggio anche per sfiorare le labbra di una donna, quando se ne è dimenticata la dolcezza. La vita di Berto, professione geometra, enigmista per passione e tante altre cose, sta per cambiare. Questo, almeno, lui spera. Sono i mesi frenetici del grande cantiere sul Polcevera, dove tra le macerie germinano come steli le diciotto pile che sorreggeranno il nuovo ponte. I riflettori sono puntati su Genova, governanti d’ogni casta sfilano in passerella, la gente si assiepa davanti al recinto per assaporare la rinascita del viadotto. C’è bisogno di riscatto. Si chiamerà Genova-San Giorgio, ma ancora nessuno lo sa. Neppure l’architetto di chiara fama che l’ha disegnato. C’è una ferita da rimarginare, quella della fiducia smarrita nella tragedia. L’ha smarrita anche Berto, assieme a tanti altri, in una mattinata burrascosa di mezza estate. Sembrava autunno inoltrato, ma era la vigilia di Ferragosto. Sul greto del torrente Polcevera c’è da compiere un’impresa per riparare il torto. Tra i mille operai di questo cantiere, di questo luogo sospeso tra dolore e speranza, ci lavora anche lui: Berto fa il caposquadra e non è un mestiere comodo. Ci vuole sangue freddo e anche un po’ di incoscienza ad arrampicarsi sui casseri rampanti a quaranta e passa metri d’altezza, soprattutto se la pancetta fa da zavorra e gli anni corrono a velocità bastarda. I politici smaniano per tagliare il nastro, la magistratura indaga sulle colpe del disastro, i parenti delle vittime invocano giustizia, la società che aveva in gestione il vecchio viadotto resiste agli assalti trincerandosi dietro legioni d’avvocati. Il governo traccheggia sulle decisioni da prendere e la gente di Certosa, e non solo quella, si scopre sgomenta. Berto sente sfuggire le ultime occasioni e sa che non torneranno indietro. Ci vuole coraggio a decidere. E lui deve scovarlo per evitare lo scempio: del ponte, dell’amore, del suo cagnaccio e della vita stessa.
________________

Nato a Genova nel 1965, Carlo Piano si è laureato in Lettere e, diventato giornalista, ha lavorato nelle redazioni di diversi quotidiani e settimanali a Milano. L’11 settembre 2001 si trovava a fare uno stage al New York Times, e il 14 agosto 2018 si trovava al mare in Liguria quando il ponte Morandi crollava con il suo carico di vite. Collabora con La Repubblica, La Stampa e Il Secolo XIX e ha curato due libri per Skira sulla bellezza che si nasconde anche nelle periferie: il Giambellino a Milano e Marghera.

Evento realizzato con il contributo di:
Regione Autonoma della Sardegna
Assessorato della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport
Fondazione di Sardegna
e in collaborazione con il festival LEI, la libreria Koinè, lo studio Massaiu e Florgarden
Media partner Sardinia Post

Carlo Piano Renzo Piano

Atlantide

Feltrinelli, 2019, p. 295

Voto medio della comunità Lìberos:

Carlo Piano

Il cantiere di Berto

E/O Edizioni, 2021, p. 240

Voto medio della comunità Lìberos:

Fondazione di Sardegna, via Carlo Alberto 7. Sassari

Sabato 10 dicembre 2022

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