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E intanto, mentre non c'eri...

Maria Agostina


Don Quisciotte
Questo mese, 15-11-2022
Confessioni
Sant’Agostino

diffido da chi si professa innamorato/fidanzato/sposato col Signore... abbandonato

Maria Agostina


Don Quisciotte
Questo mese, 15-11-2022
Il Paradiso è altrove

bella la scrittura, bello perché catturi, bellobellobello

Maria Agostina


Don Quisciotte
Questo mese, 15-11-2022
Il Monte Analogo

parecchio noioso

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Muriel Barbery

L'eleganza del riccio

Inserito in Vietato ai maggiori
Voto medio della comunità Lìberos
Recensioni (10)
Inserito il 12-05-2020 da giuls
Aggiornato il 15-11-2022 da Maria Agostina
Disponibile in 68 librerie
Inserito il 12-05-2020 da giuls
Aggiornato il 15-11-2022 da Maria Agostina
Disponibile in 68 librerie

Siamo a Parigi in un elegante palazzo abitato da famiglie dell'alta borghesia. Dalla sua guardiola assiste allo scorrere di questa vita di lussuosa vacuità la portinaia Renée, che appare in tutto e per tutto conforme all'idea stessa della portinaia: grassa, sciatta, scorbutica e teledipendente. Invece, all'insaputa di tutti, Renée è una coltissima autodidatta, che adora l'arte, la filosofia, la musica, la cultura giapponese. Poi c'è Paloma, la figlia di un ministro ottuso; dodicenne geniale, brillante e fin troppo lucida che, stanca di vivere, ha deciso di farla finita (il 16 giugno, giorno del su tredicesimo compleanno, per l'esattezza). Fino ad allora continuerà a fingere di essere una ragazzina mediocre e imbevuta di sottocultura adolescenziale come tutte le altre.
Due personaggi in incognito, quindi, diversi eppure accomunati dallo sguardo ironicamente disincantato, che ignari l'uno dell'impostura dell'altro, si incontreranno solo grazie all'arrivo di monsieur Ozu, un ricco giapponese, il solo che saprà smascherare Renée e il suo antico, doloroso segreto.

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Recensioni

Ellakarenina

PRO:
+ E' scritto bene, scorre velocemente
+ Paloma ha la mia stessa attitudine al troppo pensare (o viceversa)
+ I continui riferimenti ad Anna Karenina

CONTRO:
- Certe frasi sembrano un'accozzaglia di parole senza alcun nesso logico, un'ostentazione di conoscenze filosofiche
- I personaggi sono evidentemente irreali e costruiti a tavolino, fin troppo finti
- Diciamocelo, io odio le agonie prolungate. Mi piacciono molto di più le uscite di scena silenti, come quella di Anna Karenina, appunto.

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Mirko MrMontag Madau

Mi aspettavo un romanzo originale, frizzante, cattivo pieno di humor....macchè tedioso, prevedibile, non riesco a decidere chi tra la ragazzina e la portinaia risulti più supponente e odiosa. Migliora un pò sul finale, l'unica cosa che mi ha sorpreso e colpito.

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miss maudie

Mi aspettavo un romanzo originale, frizzante, cattivo pieno di humor....macchè tedioso, prevedibile, non riesco a decidere chi tra la ragazzina e la portinaia risulti più supponente e odiosa. Migliora un pò sul finale, l'unica cosa che mi ha sorpreso e colpito.

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LukeCiro

Ho detestato profondamente le due protagoniste: spocchiose, con la puzza sotto il naso, pronte a denuciare la "miseria" umana in tutte le sue forme senza vedere la propria; nessuno si salva. Quando la portinaia si reca al Saulchoir descrivendone i corridoi "non molto frequentati e popolati esclusivamente da anziani signori molto dotti o da studenti dall'aria presuntuosa" sembra quasi veda se stessa e la sua alter ego Paloma. Finalmente la loro giustificazione, ecco il perchè di tanta codardia, fornita dalle stesse, con tanto di mea culpa. Dunque dimentico il sospetto di anti-italianità che mi è rimasto negli intestini a lungo e mi impongo di non pensarci più. Finisco il libro, chiudo la copertina ritenendomi comunque soddisfatto. Alcuni spunti pregevoli rimangono alla memoria: una prima lezione sulle "nature morte" la cui profondità avevo sempre ignorato, l'idea folgorante di bellezza come questione di tempo, il bello come "ciò che cogliamo mentre sta passando";"l'effimera configurazione delle cose nel momento in cui ne vedi insieme la bellezza e la morte". Commovente l'incontro con Jean Arthens sul finire, un dialogo semplice fatto a mozziconi di frasi ma toccante. Giudizio finale: non mi pento.

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Maria Agostina

sarebbe 5, ma così sembro una snob stupida che mette voti alti solo ai nobel o ai pilastri della letteratura... insomma, 6 perché non voglio sembrare una cui piace vincere facile, ma scetti po cussu

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Michela L.

 La sensibilità e la semplice eleganza delle due protagoniste rende il libro meravigliosamente commovente nel quale si evince, sin dalle prime pagine, l'interesse dell’autrice per la filosofia della quale per l'appunto è docente, interesse che in molti non hanno apprezzato purtroppo.

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remedios1981

Pesante, saccente, snob, ridondante ma soprattutto noioso. Forse salvabile come esercizio di stile (pomposo), ma di scarso interesse letterario.

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adriana

Ho amato molto questo romanzo alla prima lettura tanto da considerarlo il miglior libro letto nel 2009. Ho voluto rileggerlo per approfondire certi aspetti psicologici e flosofici dei personaggi, allontanando l'attenzione della trama. L'ho trovato comunque di facile lettura e uno specchio della realtà dei sentimenti UMANI: tutti noi ci sentiamo migliori degli altri; la differenza è che c'è chi ama ostentare la propria conoscenza, c'è chi preferisce tenerla per sè come una cosa intima. Vero è che la portinaia è un po' troppo "tuttologa" e la ragazzina "strana", ma ho avuto la sensazione che la scrittrice abbia volutamente esasperato i due aspetti caratteriali delle protaganiste per evidenziarne l'estraneità dall'ambiente in cui si svolge la narrazione, cioè il ricco e aristocratico palazzo parigino. Invece non ho trovato spiegazione al finale un po' deludente: la morte "inutile" della protagonista per di più raccontata in prima persona con tanto di addii agli amici. Avrei preferito un dignitoso lieto fine.

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Valentina "Pisty"

Strano e un po particolare...ma bello!

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pmax

Ben scritto ma per buona parte del libro stenta a decollare, magari non ho colto appieno il senso inizialmente. Il finale merita molto di più, anche se duro da digerire.

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Editore: E/O

Lingua: Italiano

Numero di pagine: 321

Formato: (DATO NON PRESENTE)

ISBN-10: 8876417966

ISBN-13: 9788876417962

Data di pubblicazione: 2007

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Aggiornato il 15-11-2022 da Maria Agostina
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Siamo a Parigi in un elegante palazzo abitato da famiglie dell'alta borghesia. Dalla sua guardiola assiste allo scorrere di questa vita di lussuosa vacuità la portinaia Renée, che appare in tutto e per tutto conforme all'idea stessa della portinaia: grassa, sciatta, scorbutica e teledipendente. Invece, all'insaputa di tutti, Renée è una coltissima autodidatta, che adora l'arte, la filosofia, la musica, la cultura giapponese. Poi c'è Paloma, la figlia di un ministro ottuso; dodicenne geniale, brillante e fin troppo lucida che, stanca di vivere, ha deciso di farla finita (il 16 giugno, giorno del su tredicesimo compleanno, per l'esattezza). Fino ad allora continuerà a fingere di essere una ragazzina mediocre e imbevuta di sottocultura adolescenziale come tutte le altre.
Due personaggi in incognito, quindi, diversi eppure accomunati dallo sguardo ironicamente disincantato, che ignari l'uno dell'impostura dell'altro, si incontreranno solo grazie all'arrivo di monsieur Ozu, un ricco giapponese, il solo che saprà smascherare Renée e il suo antico, doloroso segreto.

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CONTRO:
- Certe frasi sembrano un'accozzaglia di parole senza alcun nesso logico, un'ostentazione di conoscenze filosofiche
- I personaggi sono evidentemente irreali e costruiti a tavolino, fin troppo finti
- Diciamocelo, io odio le agonie prolungate. Mi piacciono molto di più le uscite di scena silenti, come quella di Anna Karenina, appunto.

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Mi aspettavo un romanzo originale, frizzante, cattivo pieno di humor....macchè tedioso, prevedibile, non riesco a decidere chi tra la ragazzina e la portinaia risulti più supponente e odiosa. Migliora un pò sul finale, l'unica cosa che mi ha sorpreso e colpito.

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Mi aspettavo un romanzo originale, frizzante, cattivo pieno di humor....macchè tedioso, prevedibile, non riesco a decidere chi tra la ragazzina e la portinaia risulti più supponente e odiosa. Migliora un pò sul finale, l'unica cosa che mi ha sorpreso e colpito.

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LukeCiro

Ho detestato profondamente le due protagoniste: spocchiose, con la puzza sotto il naso, pronte a denuciare la "miseria" umana in tutte le sue forme senza vedere la propria; nessuno si salva. Quando la portinaia si reca al Saulchoir descrivendone i corridoi "non molto frequentati e popolati esclusivamente da anziani signori molto dotti o da studenti dall'aria presuntuosa" sembra quasi veda se stessa e la sua alter ego Paloma. Finalmente la loro giustificazione, ecco il perchè di tanta codardia, fornita dalle stesse, con tanto di mea culpa. Dunque dimentico il sospetto di anti-italianità che mi è rimasto negli intestini a lungo e mi impongo di non pensarci più. Finisco il libro, chiudo la copertina ritenendomi comunque soddisfatto. Alcuni spunti pregevoli rimangono alla memoria: una prima lezione sulle "nature morte" la cui profondità avevo sempre ignorato, l'idea folgorante di bellezza come questione di tempo, il bello come "ciò che cogliamo mentre sta passando";"l'effimera configurazione delle cose nel momento in cui ne vedi insieme la bellezza e la morte". Commovente l'incontro con Jean Arthens sul finire, un dialogo semplice fatto a mozziconi di frasi ma toccante. Giudizio finale: non mi pento.

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Michela L.

 La sensibilità e la semplice eleganza delle due protagoniste rende il libro meravigliosamente commovente nel quale si evince, sin dalle prime pagine, l'interesse dell’autrice per la filosofia della quale per l'appunto è docente, interesse che in molti non hanno apprezzato purtroppo.

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Pesante, saccente, snob, ridondante ma soprattutto noioso. Forse salvabile come esercizio di stile (pomposo), ma di scarso interesse letterario.

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adriana

Ho amato molto questo romanzo alla prima lettura tanto da considerarlo il miglior libro letto nel 2009. Ho voluto rileggerlo per approfondire certi aspetti psicologici e flosofici dei personaggi, allontanando l'attenzione della trama. L'ho trovato comunque di facile lettura e uno specchio della realtà dei sentimenti UMANI: tutti noi ci sentiamo migliori degli altri; la differenza è che c'è chi ama ostentare la propria conoscenza, c'è chi preferisce tenerla per sè come una cosa intima. Vero è che la portinaia è un po' troppo "tuttologa" e la ragazzina "strana", ma ho avuto la sensazione che la scrittrice abbia volutamente esasperato i due aspetti caratteriali delle protaganiste per evidenziarne l'estraneità dall'ambiente in cui si svolge la narrazione, cioè il ricco e aristocratico palazzo parigino. Invece non ho trovato spiegazione al finale un po' deludente: la morte "inutile" della protagonista per di più raccontata in prima persona con tanto di addii agli amici. Avrei preferito un dignitoso lieto fine.

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Strano e un po particolare...ma bello!

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