Lìberos

Marcello Fois, quel nazista.

Pubblicato il 14-07-2012

Dopo Alessandro D'avenia, continua il viaggio nel confronto tra le copertine e i titoli delle versioni estere dei libri italiani che abbiamo più amato. Stavolta torniamo in Sardegna con Marcello Fois, autore sardo tra i più tradotti: i suoi libri si possono infatti leggere in una ventina di lingue. Tuttavia è anche uno di quelli che con titoli e copertine straniere ha vissuto le avventure più complicate. Le difficoltà maggiori i suoi libri sembrano averle attraversate in Germania, un paese che ha nella sua coscienza il tabù irrisolvibile del nazismo e dei suoi orrori. A causa del peso di questo avvenimento storico, il romanzo Stirpe, primo della saga familiare dei Chironi, si è dovuto confrontare con l'intraducibilità del titolo; Stirpe in tedesco si dice infatti Sippen ed è una parola contenuta nella prima frase del Mein Kampf, dove Hitler la pronuncia con riferimento alla questione razziale. Gli editori, per evitare risonanze spiacevoli, lo hanno dunque rinominato in La bella Mercede e il fabbro, un titolo da feuilleton corredato da un volto di fanciulla in seppia con greca in sovraimpressione che poco o nulla comunica al lettore tedesco della complessità del romanzo di Fois.

 

Il tabù del nazismo riappare nella scelta della copertina di Sheol, romanzo ambientato a Roma dove Fois racconta le gesta di un ebreo cacciatore di SS scampate a Norimberga. Sulla copertina dell'edizione tedesca sparisce ogni riferimento al contrasto ebrei/nazisti che era invece evocato dalla copertina italiana e domina invece a tutto campo una bandiera tricolore perforata da un proiettile, come per un qualunque kriminal roman di ambientazione italo-mafiosa.

I libri di Fois che non sono stati vittima dei tabù nazisti hanno dovuto confrontarsi con i pregiudizi etnocentrici. Il bellissimo Memoria del vuoto, ispirato alla vita del bandito di Arzana Samuele Stochino, rivela tutta la preoccupazione degli editori tedeschi di confermare nei loro lettori l'idea di arcaismo e arretratezza che la Germania associa probabilmente a tutto il meridione d'Italia, di cui nel loro immaginario fa parte anche la Sardegna. L'approccio raffinatissimo della narrazione dell'autore nuorese, che in Memoria del vuoto dà quella che è forse la sua migliore prova letteraria, viene quindi sacrificato a una copertina rozza, semplificata e densa di stereotipi, dove il titolo diventa brutalmente La vendetta sarda.
Confrontate le immagini sottostanti: inutile dirvi quale preferiamo noi.

Le copertine tedesche.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le copertine originali di Einaudi.

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