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E intanto, mentre non c'eri...

Maria Agostina


Don Quisciotte
Questo mese, 15-11-2022
Confessioni
Sant’Agostino

diffido da chi si professa innamorato/fidanzato/sposato col Signore... abbandonato

Maria Agostina


Don Quisciotte
Questo mese, 15-11-2022
Il Paradiso è altrove

bella la scrittura, bello perché catturi, bellobellobello

Maria Agostina


Don Quisciotte
Questo mese, 15-11-2022
Il Monte Analogo

parecchio noioso

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Raymond Queneau

Esercizi di stile

Voto medio della comunità Lìberos
Recensioni (2)
Inserito il 08-11-2014 da Valeria Daniele
Aggiornato il 15-11-2022 da Maria Agostina
Disponibile in 9 librerie
Inserito il 08-11-2014 da Valeria Daniele
Aggiornato il 15-11-2022 da Maria Agostina
Disponibile in 9 librerie

Un episodio di vita quotidiana, di sconcertante banalità, e novantanove variazioni sul tema, in cui la storia viene ridetta mettendo alla prova tutte le figure retoriche, i diversi generi letterari (dall'epico al drammatico, dal racconto gotico alla lirica giapponese), giocando con sostituzioni lessicali, frantumando la sintassi, permutando l'ordine delle lettere alfabetiche... Un effetto comico travolgente, che già si è prestato a realizzazioni teatrali, ma al tempo stesso un esperimento sulle possibilità del linguaggio che può essere usato, come già è avvenuto, per fini didattici.
"Questi gli esercizi di stile di Raymond Queneau, che per anni mi hanno tentato come traduttore, perché erano ritenuti intraducibili, legati come sono al "genio" specifico della lingua francese. Non si trattava di tradurre, almeno nel senso corrente del termine, ma di capire le regole di gioco che Queneau si era poste, e quindi giocare la stessa partita con un'altra lingua. Magari, come ho fatto, azzardando qualche mossa in più, dato che Queneau aveva aperto la strada e non restava che continuare, e andar oltre, nello stesso spirito.
A tranquillizzare il lettore (e per non sottrargli il gusto del testo originale) questa edizione si presenta come traduzione con testo a fronte. Omaggio, umile e devoto, a un grande artificiere che ci insegna a muoverci nella lingua come in una polveriera. E per artificiere si intende Maestro dell'Artificio.
Umberto Eco

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LukeCiro

Due sedie, una di fronte all’altra, due buontemponi bramosi di goliardia e comincia la lettura. Si alternano gli esercizi sciogliendo la parlata, cercando di immedesimarsi nel personaggio; l’ascoltatore di turno funge da pubblico. Se il talento da caratterista non si avvicina a quello di Gigi Proietti non dobbiamo dolercene più di tanto, tuttavia il divertimento è assicurato. Questa una possibile utilizzazione, a mo' di copione, di un testo pirotecnico che ha la funzione prima di esercitare, su un medesimo canovaccio, le figure retoriche e non solo, la retorica nella sua interezza come suggerisce il traduttore. Poiché sulla genialità dell’autore si sono spesi numerosi e meritati encomi, ONORE alla preziosa traduzione. Eco, prendendosi maliziose libertà giustificate anche da problemi tecnici, svela ai più il suo innato talento e l’entusiasmante vena ironica. Certo i conoscitori delle tecniche di artificio del discorso potranno leccarsi i baffi nel cogliere le sfumature celate in ogni esercizio, ma anche i sacrileghi godranno nello svelare la regola in un gioco divertente.

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Maria Agostina

bello

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Editore: Giulio Einaudi Editore

Lingua: Italiano

Numero di pagine: 237

Formato: (DATO NON PRESENTE)

ISBN-10: 8806158821

ISBN-13: 9788806158828

Data di pubblicazione: 2001

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Raymond Queneau

Esercizi di stile

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Disponibile in 9 librerie
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Aggiornato il 15-11-2022 da Maria Agostina
Disponibile in 9 librerie

Un episodio di vita quotidiana, di sconcertante banalità, e novantanove variazioni sul tema, in cui la storia viene ridetta mettendo alla prova tutte le figure retoriche, i diversi generi letterari (dall'epico al drammatico, dal racconto gotico alla lirica giapponese), giocando con sostituzioni lessicali, frantumando la sintassi, permutando l'ordine delle lettere alfabetiche... Un effetto comico travolgente, che già si è prestato a realizzazioni teatrali, ma al tempo stesso un esperimento sulle possibilità del linguaggio che può essere usato, come già è avvenuto, per fini didattici.
"Questi gli esercizi di stile di Raymond Queneau, che per anni mi hanno tentato come traduttore, perché erano ritenuti intraducibili, legati come sono al "genio" specifico della lingua francese. Non si trattava di tradurre, almeno nel senso corrente del termine, ma di capire le regole di gioco che Queneau si era poste, e quindi giocare la stessa partita con un'altra lingua. Magari, come ho fatto, azzardando qualche mossa in più, dato che Queneau aveva aperto la strada e non restava che continuare, e andar oltre, nello stesso spirito.
A tranquillizzare il lettore (e per non sottrargli il gusto del testo originale) questa edizione si presenta come traduzione con testo a fronte. Omaggio, umile e devoto, a un grande artificiere che ci insegna a muoverci nella lingua come in una polveriera. E per artificiere si intende Maestro dell'Artificio.
Umberto Eco

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Due sedie, una di fronte all’altra, due buontemponi bramosi di goliardia e comincia la lettura. Si alternano gli esercizi sciogliendo la parlata, cercando di immedesimarsi nel personaggio; l’ascoltatore di turno funge da pubblico. Se il talento da caratterista non si avvicina a quello di Gigi Proietti non dobbiamo dolercene più di tanto, tuttavia il divertimento è assicurato. Questa una possibile utilizzazione, a mo' di copione, di un testo pirotecnico che ha la funzione prima di esercitare, su un medesimo canovaccio, le figure retoriche e non solo, la retorica nella sua interezza come suggerisce il traduttore. Poiché sulla genialità dell’autore si sono spesi numerosi e meritati encomi, ONORE alla preziosa traduzione. Eco, prendendosi maliziose libertà giustificate anche da problemi tecnici, svela ai più il suo innato talento e l’entusiasmante vena ironica. Certo i conoscitori delle tecniche di artificio del discorso potranno leccarsi i baffi nel cogliere le sfumature celate in ogni esercizio, ma anche i sacrileghi godranno nello svelare la regola in un gioco divertente.

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Maria Agostina

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