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E intanto, mentre non c'eri...

Michela L.


Huckelberry Finn
Oltre un mese fa, 28-08-2024
I nomi epiceni
Amélie Nothomb

"Non gli passa. È difficile che la collera passi. Esiste il verbo incollerirsi, far montare dentro di sé la collera, ma non il suo contrario. P [...]

Michela L.


Huckelberry Finn
Oltre un mese fa, 05-04-2024
La zona d'interesse
Martin Amis

"pensavo, come ha potuto «un sonnolento paese di poeti e sognatori», e la più colta e raffinata nazione che il mondo avesse mai visto, come ha [...]

Michela L.


Huckelberry Finn
Oltre un mese fa, 05-02-2024
Il libro delle sorelle
Amélie Nothomb

"Tu che adori la letteratura non hai voglia di scrivere? - Adoro anche il vino, ma non per questo ho voglia di coltivare la vigna."

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Marida Lombardo Pijola

Ho 12 anni faccio la cubista mi chiamano Principessa

Voto medio della comunità Lìberos
Recensioni (1)
Inserito il 06-05-2015 da licia_t
Aggiornato il 06-05-2015 da licia_t
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licia_t

Avrebbe potuto essere molto interessante, se l'autrice non avesse deciso di sostituire la propria voce a quella dei ragazzini. Mettere in bocca a dei dodicenni giudizi che difficilmente gli appartengono e descrivere le loro esperienze tramite una scrittura che vorrebbe essere lirica, ma che spesso finisce per essere un po' ridicola, copre completamente la potenza della denuncia.
Si finisce a chiedersi se Iliaria, Filippo, Elisabetta esistano davvero, chi sono e cosa hanno raccontato davvero.
Anche gli stralci presi da blog e forum lasciano il tempo che trovano. Internet è la patria dell'inganno: si chatta dichiarandosi dodicenni confusi e magari si è trentenni fin troppo consapevoli di sé.
Qua e là la verità di una condizione dolorosa riesce ad emergere comunque da tutti i veli che l'autrice getta sopra i propri personaggi; così ho ritrovato l'angoscia dei miei dodici anni, la tristezza dei miei compagni di classe che in secondo media già si erano segnati il destino. Ma bisogna scavare troppo, e soprattutto bisogna aver vissuto quelle esperienze, per capire.
Peccato. Ennesima occasione sprecata per ascoltare cosa davvero i ragazzi hanno da dirci.

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Editore: Bompiani

Lingua: (DATO NON PRESENTE)

Numero di pagine: 227

Formato: (DATO NON PRESENTE)

ISBN-10: 8845258394

ISBN-13: 9788845258398

Data di pubblicazione: 2007

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Avrebbe potuto essere molto interessante, se l'autrice non avesse deciso di sostituire la propria voce a quella dei ragazzini. Mettere in bocca a dei dodicenni giudizi che difficilmente gli appartengono e descrivere le loro esperienze tramite una scrittura che vorrebbe essere lirica, ma che spesso finisce per essere un po' ridicola, copre completamente la potenza della denuncia.
Si finisce a chiedersi se Iliaria, Filippo, Elisabetta esistano davvero, chi sono e cosa hanno raccontato davvero.
Anche gli stralci presi da blog e forum lasciano il tempo che trovano. Internet è la patria dell'inganno: si chatta dichiarandosi dodicenni confusi e magari si è trentenni fin troppo consapevoli di sé.
Qua e là la verità di una condizione dolorosa riesce ad emergere comunque da tutti i veli che l'autrice getta sopra i propri personaggi; così ho ritrovato l'angoscia dei miei dodici anni, la tristezza dei miei compagni di classe che in secondo media già si erano segnati il destino. Ma bisogna scavare troppo, e soprattutto bisogna aver vissuto quelle esperienze, per capire.
Peccato. Ennesima occasione sprecata per ascoltare cosa davvero i ragazzi hanno da dirci.

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