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E intanto, mentre non c'eri...

Michela L.


Huckelberry Finn
Oltre un mese fa, 28-08-2024
I nomi epiceni
Amélie Nothomb

"Non gli passa. È difficile che la collera passi. Esiste il verbo incollerirsi, far montare dentro di sé la collera, ma non il suo contrario. P [...]

Michela L.


Huckelberry Finn
Oltre un mese fa, 05-04-2024
La zona d'interesse
Martin Amis

"pensavo, come ha potuto «un sonnolento paese di poeti e sognatori», e la più colta e raffinata nazione che il mondo avesse mai visto, come ha [...]

Michela L.


Huckelberry Finn
Oltre un mese fa, 05-02-2024
Il libro delle sorelle
Amélie Nothomb

"Tu che adori la letteratura non hai voglia di scrivere? - Adoro anche il vino, ma non per questo ho voglia di coltivare la vigna."

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Rossana Massa

Robe da bar

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Mario

Poco tempo ho scritto che avrei dovuto rivedere le mie convinzioni in ordine all’autopubblicazione, ma, dopo avere letto quest’”opera” sospendo un attimo il giudizio: l’impressione che si ha dopo averla terminata è di essere appena usciti da un ginepraio. Sono TUTTE pagine faticose, che si fanno beffe anche della sintassi di base e se pensiamo che sono state prodotte da una maestra elementare, restiamo a dir poco perplessi. Spazi e punteggiatura, poi, sembrano lanciati a casaccio tra le parole. Comunque l’autrice mette le mani avanti e, a pagina 4, dopo avere sentenziato che per essere pubblicati da una casa editrice “canonica” si deve essere introdotti, ricchi e raccomandati - oltre che vanesi -, spiega, ostentando fierezza, di essersi autopublicata dopo essersi curata da sola l’editing. Ma che brava, proprio da esserne fieri. Sorvoliamo sulla copertina, ventotto immagini fuori fuoco, sgranate e sproporzionate che dovrebbero richiamare l’ambiente dei bar degli anni ’60. Sembra invece un catalogo. Sorvoliamo anche sulla quarta di copertina, è meglio, e passiamo al merito della narrazione, al netto degli orrori sintattici (che dovrebbero far incendiare il libro per autocombustione, ma forse è fatto con qualche materiale innovativo). (continua su http://stranoforte.weebly.com/sala-da-pranzo/robe-da-bar-di-rossana-mariangela-massa)

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Editore: Youcanprint

Lingua: (DATO NON PRESENTE)

Numero di pagine: 138

Formato: (DATO NON PRESENTE)

ISBN-13: 9788866182344

Data di pubblicazione: 2011

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Poco tempo ho scritto che avrei dovuto rivedere le mie convinzioni in ordine all’autopubblicazione, ma, dopo avere letto quest’”opera” sospendo un attimo il giudizio: l’impressione che si ha dopo averla terminata è di essere appena usciti da un ginepraio. Sono TUTTE pagine faticose, che si fanno beffe anche della sintassi di base e se pensiamo che sono state prodotte da una maestra elementare, restiamo a dir poco perplessi. Spazi e punteggiatura, poi, sembrano lanciati a casaccio tra le parole. Comunque l’autrice mette le mani avanti e, a pagina 4, dopo avere sentenziato che per essere pubblicati da una casa editrice “canonica” si deve essere introdotti, ricchi e raccomandati - oltre che vanesi -, spiega, ostentando fierezza, di essersi autopublicata dopo essersi curata da sola l’editing. Ma che brava, proprio da esserne fieri. Sorvoliamo sulla copertina, ventotto immagini fuori fuoco, sgranate e sproporzionate che dovrebbero richiamare l’ambiente dei bar degli anni ’60. Sembra invece un catalogo. Sorvoliamo anche sulla quarta di copertina, è meglio, e passiamo al merito della narrazione, al netto degli orrori sintattici (che dovrebbero far incendiare il libro per autocombustione, ma forse è fatto con qualche materiale innovativo). (continua su http://stranoforte.weebly.com/sala-da-pranzo/robe-da-bar-di-rossana-mariangela-massa)

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