Lìberos

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E intanto, mentre non c'eri...

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Don Quisciotte
Oltre un mese fa, 19-04-2022
Cronorifugio
Georgi Gospodinov

Il libro di cui l'Europa aveva bisogno. Geniale.

Maria Agostina


Don Quisciotte
Oltre un mese fa, 14-04-2022
Il principe delle maree
Pat Conroy

La famiglia Wingo è tolstojanamente disgraziata, infelice e alquanto singolare. L'amore tra i fratellini Wingo è profondo, forgiato nel gir [...]

_Giovanno


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Oltre un mese fa, 02-04-2022
Corpi minori
Jonathan Bazzi

Mi sono innamorato della sua scrittura con il suo precedente romanzo autobiografico “Febbre”, libro che mi aveva conquistato. Ora con quest [...]

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Jonathan Bazzi

Corpi minori

Voto medio della comunità Lìberos
Recensioni (1)
Inserito il 02-04-2022 da _Giovanno
Aggiornato il 02-04-2022 da _Giovanno
Disponibile in 1 libreria
Inserito il 02-04-2022 da _Giovanno
Aggiornato il 02-04-2022 da _Giovanno
Disponibile in 1 libreria

I corpi minori sono corpi celesti di dimensioni ridotte: asteroidi, meteore, comete, ma in questo romanzo "minori" sono tutti i corpi osservati sotto la lente del desiderio. Desiderio che fa gravitare i personaggi attorno ai sogni e alle ambizioni di una vita, o solo di una stagione. Come accade al protagonista, che all'inizio della storia ha vent'anni, più di un talento ma poca perseveranza. Di una cosa però è sicuro, vuole andarsene da Rozzano, percorrere in senso inverso i tre chilometri e mezzo di via dei Missaglia, lasciarsi alle spalle l'insignificanza e la marginalità e appartenere per sempre alla città, dove spera di trovare anche l'amore, che sin dall'adolescenza insegue senza fortuna, invaghendosi di ragazzi tanto belli quanto sfuggenti. In una Milano ibrida e violenta, grottesca e straripante - che sembra tradire le promesse di quiete e liberazione immaginate da lontano -, il protagonista dovrà fare i conti con le derive del desiderio, provando a capire quale sia il suo posto nell'ordine geografico ed emotivo di questi anni irradiati di cortocircuiti tra reale e virtuale, tra immagine ed esperienza incarnata. Quando inizia una relazione con un ragazzo più giovane di lui e bellissimo, si sente finalmente dentro il cono di luce dorata della felicità: ama, ed è corrisposto. Eppure non basta trovarsi nel luogo che si è sempre sognato, non basta l'amore. Si è inchiodati a se stessi, in carne e ossessioni: per riuscire a occupare il proprio posto nel mondo non si può ignorarlo. Partendo da una attitudine rigorosa, analitica, fenomenologica nei confronti del reale, Bazzi trova sintesi espressive illuminanti e restituisce tutta la potenzialità estetica latente in ogni nostro gesto e manifestazione, disegnando un percorso di formazione ricchissimo e ultracontemporaneo.

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Recensioni

_Giovanno

Mi sono innamorato della sua scrittura con il suo precedente romanzo autobiografico “Febbre”, libro che mi aveva conquistato. Ora con questo nuovo romanzo ha confermato tutto ciò che penso: Jonathan Bazzi ha un modo di scrivere che io amo tantissimo, lo trovo particolare e diverso dal solito. È una scrittura concitata, ricca di emozioni, metafore, ma MAI banale. Il protagonista ci racconta come lascia Rozzano, ricco di aspettative, verso Milano. Si ritroverà ad affrontare le paure, l’ansia e le preoccupazioni che derivano dalle sue storie d’amore, dalla sua ricerca di passioni, dai suoi lavori e studi. Farà un percorso interiore e arriverà a conoscere un bellissimo ragazzo più giovane di lui che gli cambierà la vita. Ma l’amore basta? È tutto? Jonathan Bazzi ci racconto un mondo contemporaneo attuale in modo eccezionale. Voto: 9 ”Vorrei che le ossa esplodessero e coprissero con la loro pioggia di schegge cadenti questa cosa che non voglio, non doveva accadere. Un rumore più forte di quello che mi sono messo in testa, per zittirmi mi serve un boato. Sempre ricercando nella mia stessa disposizione anatomica la chiave, lo scarto ovvero il punto d’appoggio, mi serro inclinando il busto in avanti fino a strizzare le spugne di bronchi e alveoli, poi mi risollevo allargando la gabbia toracica. L’aria che entra divarica al massimo le feritoie ossee ma la contrazione che ho dentro se ne frega dello spazio ulteriore: tutto quello che avevo è quello che non ho più.”

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Aggiornato il 02-04-2022 da _Giovanno
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I corpi minori sono corpi celesti di dimensioni ridotte: asteroidi, meteore, comete, ma in questo romanzo "minori" sono tutti i corpi osservati sotto la lente del desiderio. Desiderio che fa gravitare i personaggi attorno ai sogni e alle ambizioni di una vita, o solo di una stagione. Come accade al protagonista, che all'inizio della storia ha vent'anni, più di un talento ma poca perseveranza. Di una cosa però è sicuro, vuole andarsene da Rozzano, percorrere in senso inverso i tre chilometri e mezzo di via dei Missaglia, lasciarsi alle spalle l'insignificanza e la marginalità e appartenere per sempre alla città, dove spera di trovare anche l'amore, che sin dall'adolescenza insegue senza fortuna, invaghendosi di ragazzi tanto belli quanto sfuggenti. In una Milano ibrida e violenta, grottesca e straripante - che sembra tradire le promesse di quiete e liberazione immaginate da lontano -, il protagonista dovrà fare i conti con le derive del desiderio, provando a capire quale sia il suo posto nell'ordine geografico ed emotivo di questi anni irradiati di cortocircuiti tra reale e virtuale, tra immagine ed esperienza incarnata. Quando inizia una relazione con un ragazzo più giovane di lui e bellissimo, si sente finalmente dentro il cono di luce dorata della felicità: ama, ed è corrisposto. Eppure non basta trovarsi nel luogo che si è sempre sognato, non basta l'amore. Si è inchiodati a se stessi, in carne e ossessioni: per riuscire a occupare il proprio posto nel mondo non si può ignorarlo. Partendo da una attitudine rigorosa, analitica, fenomenologica nei confronti del reale, Bazzi trova sintesi espressive illuminanti e restituisce tutta la potenzialità estetica latente in ogni nostro gesto e manifestazione, disegnando un percorso di formazione ricchissimo e ultracontemporaneo.

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Mi sono innamorato della sua scrittura con il suo precedente romanzo autobiografico “Febbre”, libro che mi aveva conquistato. Ora con questo nuovo romanzo ha confermato tutto ciò che penso: Jonathan Bazzi ha un modo di scrivere che io amo tantissimo, lo trovo particolare e diverso dal solito. È una scrittura concitata, ricca di emozioni, metafore, ma MAI banale. Il protagonista ci racconta come lascia Rozzano, ricco di aspettative, verso Milano. Si ritroverà ad affrontare le paure, l’ansia e le preoccupazioni che derivano dalle sue storie d’amore, dalla sua ricerca di passioni, dai suoi lavori e studi. Farà un percorso interiore e arriverà a conoscere un bellissimo ragazzo più giovane di lui che gli cambierà la vita. Ma l’amore basta? È tutto? Jonathan Bazzi ci racconto un mondo contemporaneo attuale in modo eccezionale. Voto: 9 ”Vorrei che le ossa esplodessero e coprissero con la loro pioggia di schegge cadenti questa cosa che non voglio, non doveva accadere. Un rumore più forte di quello che mi sono messo in testa, per zittirmi mi serve un boato. Sempre ricercando nella mia stessa disposizione anatomica la chiave, lo scarto ovvero il punto d’appoggio, mi serro inclinando il busto in avanti fino a strizzare le spugne di bronchi e alveoli, poi mi risollevo allargando la gabbia toracica. L’aria che entra divarica al massimo le feritoie ossee ma la contrazione che ho dentro se ne frega dello spazio ulteriore: tutto quello che avevo è quello che non ho più.”

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