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Della trilogia della pianura questo è il libro che ho preferito maggiormente per storia e personaggi.

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Walter Siti

Troppi paradisi

Voto medio della comunità Lìberos
Recensioni (1)
Inserito il 18-07-2012 da
Disponibile in 3 librerie
Inserito il 18-07-2012 da
Disponibile in 3 librerie

Si chiama «Walter Siti, come tutti», il protagonista di questo romanzo. Se da giovane era convinto di essere anomalo, adesso, giunto a sessant'anni, ha scoperto di essere tipico. «La mia prima mediocrità, - dice di sé, - è caratteriale, ed epica, volevo dire etica".
Per lui è arrivato il momento di acquietarsi, di trovarsi una nicchia e un equilibrio: il lavoro universitario, ormai una sinecura; il rapporto con Sergio, quasi un matrimonio. Così, tra un compromesso e l'altro, la vita potrebbe scorrere tranquilla, placida, completa. Ma un giorno qualcosa si rompe, e in questa pace da sit-com irrompono d'un tratto le antiche passioni, trascinando Walter nei bassifondi del mondo e dell'anima, spingendolo di avventura in avventura, di corpo in corpo.
Solo l'amore potrebbe salvarlo, ed è l'amore che lo salverà: per Marcello, angelico culturista di borgata bellissimo e ambiguo, che sembra incarnare come nessun altro lo spirito dei tempi. E cosa importa se per averlo Walter dovrà pagare un prezzo troppo alto? Ogni cosa si compra, ma alle volte le rese dei conti hanno il sapore di una vittoria.
Con Troppi paradisi Walter Siti - l'autore, non il personaggio; ma dopotutto sia l'autore che il personaggio - ha scritto la sua opera capitale. La vera protagonista del libro è l'aria del tempo: un'aria che scioglie i sentimenti, le cose, i gesti, per trasformarli in immagini mediatiche, riproducibili e commerciabili. Nell'amoralità naturale o artificiale dei personaggi, nel loro puntare all'immediata realizzazione dei desideri degradando la cultura a un decorativo status symbol, si può leggere in trasparenza il processo generale di tutto l'Occidente, rappresentato e magnificato da una televisione creatrice di dèi, dal rigoglio sintetico della carne e del desiderio. Il piccolo schermo è il luogo cruciale che sterilizza la realtà e che della realtà diventa modello. Così, se tutti chiacchierano e parlano di vip, è perché nei vip ritrovano un ideale alla loro portata: invidiando con disprezzo i vip, disprezzano se stessi.
In questa opera-mondo che ambisce a racchiudere, e a rimescolare, l'intera contemporaneità, siamo inscritti a nostra insaputa tutti noi: con i nostri tic e i nostri sogni, con le nostre prevedibili vie di fuga e conversioni. Con i nostri mille inferni privati e i tentativi maldestri di risposta, i troppi paradisi che abbiamo costruito.

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Giancarlo Zoccheddu

Che poi le ultime 50 pagine sembra di leggere e rileggere sempre la stessa cosa, cioè all'inizio pensi bene bene tutta roba interessante e intuizioni e scenari perversi e amori folli e sesso esplicito e dolori mentali e fisici e poi dopo un poco pensi le stesse cose e poi ancora le stesse cose e poi ancora le stesse cose e allora ti chiedi ma che diavolo di vicolo cieco è questo? ho capito che il protagonista è preda di un delirio amoroso, ho capito ho capito te lo giuro Walter Siti, mi piace come lo descrivi questo delirio amoroso ma ora per pietà basta parla di altro (che poi se è il tema centrale del romanzo ci sta che Walter Siti mi dica, in sogno immagino, che non credo che lo incontrerò mai, e non perché non voglia incontrarlo eh ma semplicemente frequentiamo giri diversi, ecco dicevo magari mentre ronfo appare Walter Siti e mi dice ma brutto pezzo di asino con una carota in bocca quello è il tema centrale del libro di che cosa avrei dovuto parlare nelle ultime 50 pagine? ah? me lo vuoi dire? del mistero delle Piramidi? ah? o degli ufo? o delle ricette per mangiare sano e non ingrassare e fare bella figura con gli ospiti? no mi sembra ovvio adesso tu, mi continuerebbe a ripetere Walter Siti, in materia di amori omosessuali folli e possessivi e intensi ne sai più che a sufficienza, dovresti baciare la terra dove cammino brutto asino, ma tutto questo si intende, dico io ché Walter Siti non credo che mi apparirà neppure in sogno, ché non so neppure come è fatto, dicevo tutto questo si intende se il tema centrale del romanzo è quello che ho pensato io boh). Per il resto mi sono segnato una frase con la matita rossa sul culturismo come filosofia, una roba che, accidenti a me, avessi più memoria citerei pari pari ogni volta che mi si presenterebbe l'occasione in una conversazione, e anche se non mi si presenterebbe l'occasione tanto mi sembra bello quel pensiero sul culturismo come filosofia di vita. Ogni tanto sbucano fuori personaggi famosi. Ma immagino che sia tutta finzione. Ah già è vero lo dice l'autore che non bisogna mica intendere fedelmente l'uso di nomi noti in situazioni descritte fedelmente, cioè le cose alla fine sono tutte inventate. Anche il protagonista si chiama come l'autore e fa il professore universitario ma guai a voi se pensate che si tratta di roba successa veramente. Altrimenti a quel punto ve le meritate le ultime 50 pagine di ripetizioni. Mi pare di aver finito

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Editore: Einaudi

Lingua: (DATO NON PRESENTE)

Numero di pagine:

Formato: (DATO NON PRESENTE)

ISBN-10: 8806193031

ISBN-13: 9788806193034

Data di pubblicazione: 2008

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Walter Siti

Troppi paradisi

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Si chiama «Walter Siti, come tutti», il protagonista di questo romanzo. Se da giovane era convinto di essere anomalo, adesso, giunto a sessant'anni, ha scoperto di essere tipico. «La mia prima mediocrità, - dice di sé, - è caratteriale, ed epica, volevo dire etica".
Per lui è arrivato il momento di acquietarsi, di trovarsi una nicchia e un equilibrio: il lavoro universitario, ormai una sinecura; il rapporto con Sergio, quasi un matrimonio. Così, tra un compromesso e l'altro, la vita potrebbe scorrere tranquilla, placida, completa. Ma un giorno qualcosa si rompe, e in questa pace da sit-com irrompono d'un tratto le antiche passioni, trascinando Walter nei bassifondi del mondo e dell'anima, spingendolo di avventura in avventura, di corpo in corpo.
Solo l'amore potrebbe salvarlo, ed è l'amore che lo salverà: per Marcello, angelico culturista di borgata bellissimo e ambiguo, che sembra incarnare come nessun altro lo spirito dei tempi. E cosa importa se per averlo Walter dovrà pagare un prezzo troppo alto? Ogni cosa si compra, ma alle volte le rese dei conti hanno il sapore di una vittoria.
Con Troppi paradisi Walter Siti - l'autore, non il personaggio; ma dopotutto sia l'autore che il personaggio - ha scritto la sua opera capitale. La vera protagonista del libro è l'aria del tempo: un'aria che scioglie i sentimenti, le cose, i gesti, per trasformarli in immagini mediatiche, riproducibili e commerciabili. Nell'amoralità naturale o artificiale dei personaggi, nel loro puntare all'immediata realizzazione dei desideri degradando la cultura a un decorativo status symbol, si può leggere in trasparenza il processo generale di tutto l'Occidente, rappresentato e magnificato da una televisione creatrice di dèi, dal rigoglio sintetico della carne e del desiderio. Il piccolo schermo è il luogo cruciale che sterilizza la realtà e che della realtà diventa modello. Così, se tutti chiacchierano e parlano di vip, è perché nei vip ritrovano un ideale alla loro portata: invidiando con disprezzo i vip, disprezzano se stessi.
In questa opera-mondo che ambisce a racchiudere, e a rimescolare, l'intera contemporaneità, siamo inscritti a nostra insaputa tutti noi: con i nostri tic e i nostri sogni, con le nostre prevedibili vie di fuga e conversioni. Con i nostri mille inferni privati e i tentativi maldestri di risposta, i troppi paradisi che abbiamo costruito.

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Giancarlo Zoccheddu

Che poi le ultime 50 pagine sembra di leggere e rileggere sempre la stessa cosa, cioè all'inizio pensi bene bene tutta roba interessante e intuizioni e scenari perversi e amori folli e sesso esplicito e dolori mentali e fisici e poi dopo un poco pensi le stesse cose e poi ancora le stesse cose e poi ancora le stesse cose e allora ti chiedi ma che diavolo di vicolo cieco è questo? ho capito che il protagonista è preda di un delirio amoroso, ho capito ho capito te lo giuro Walter Siti, mi piace come lo descrivi questo delirio amoroso ma ora per pietà basta parla di altro (che poi se è il tema centrale del romanzo ci sta che Walter Siti mi dica, in sogno immagino, che non credo che lo incontrerò mai, e non perché non voglia incontrarlo eh ma semplicemente frequentiamo giri diversi, ecco dicevo magari mentre ronfo appare Walter Siti e mi dice ma brutto pezzo di asino con una carota in bocca quello è il tema centrale del libro di che cosa avrei dovuto parlare nelle ultime 50 pagine? ah? me lo vuoi dire? del mistero delle Piramidi? ah? o degli ufo? o delle ricette per mangiare sano e non ingrassare e fare bella figura con gli ospiti? no mi sembra ovvio adesso tu, mi continuerebbe a ripetere Walter Siti, in materia di amori omosessuali folli e possessivi e intensi ne sai più che a sufficienza, dovresti baciare la terra dove cammino brutto asino, ma tutto questo si intende, dico io ché Walter Siti non credo che mi apparirà neppure in sogno, ché non so neppure come è fatto, dicevo tutto questo si intende se il tema centrale del romanzo è quello che ho pensato io boh). Per il resto mi sono segnato una frase con la matita rossa sul culturismo come filosofia, una roba che, accidenti a me, avessi più memoria citerei pari pari ogni volta che mi si presenterebbe l'occasione in una conversazione, e anche se non mi si presenterebbe l'occasione tanto mi sembra bello quel pensiero sul culturismo come filosofia di vita. Ogni tanto sbucano fuori personaggi famosi. Ma immagino che sia tutta finzione. Ah già è vero lo dice l'autore che non bisogna mica intendere fedelmente l'uso di nomi noti in situazioni descritte fedelmente, cioè le cose alla fine sono tutte inventate. Anche il protagonista si chiama come l'autore e fa il professore universitario ma guai a voi se pensate che si tratta di roba successa veramente. Altrimenti a quel punto ve le meritate le ultime 50 pagine di ripetizioni. Mi pare di aver finito

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